Dojo Arashi Judo Lecce - Judo Salento - Palestra di Judo a Lecce - Arti marziali Lecce

Dojo Arashi San Cesario - Judo Lecce

Il Judo è come la vita: se cadi sette volte, devi rialzarti otto.
Jikoro Kano
Il Judo è un arte giapponese formalmente nata in Giappone con la fondazione del Kōdōkan da parte del Prof. Jigorō Kanō, nel 1882.

Il judo, l'arte di educare (anche) i bambini

Lo sport un evento importante per il bambino

La pratica dello sport nel bambino rappresenta un evento molto importante soprattutto se visto come fonte di divertimento e benessere psicofisico. Nelle nostre odierne città claustrofobiche lo sport, oggi più che mai, rappresenta un impegno significativo per favorire lo sviluppo armonico dell'organismo e della sua coordinazione, con effetti benefici sulla circolazione del sangue, sulla respirazione, sullo sviluppo psicologico e sociale.
E' importante, però, considerare che la scelta del tipo di sport da far praticare al proprio bambino dovrebbe essere fortemente condizionata dalla sua personalità, cosicché sarebbe auspicabile uno sport di squadra in ragazzi timidi, introversi, ansiosi e con difficoltà a stabilire rapporti interumani o anche per quei bambini leader o onnipotenti, perché un simile indirizzo potrà essere utile per ridimensionarlo.

Un bambino molto vivace e/o aggressivo, invece, dovrebbe essere indirizzato verso un'attività sportiva che necessiti di un alto dispendio di energie ma che, nello stesso tempo, abbia regole da rispettare (come il calcio, il rugby, la pallacanestro), per finalizzare la sua esuberanza. In questo caso, fra le tante attività sportive, le discipline orientali, come il judo e il karate, sono fortemente consigliati perché favoriscono una costante ricerca di equilibrio e di perfezione nei movimenti, nel rispetto dell'avversario.

Il Judo: uno strumento per educare

L'idea fondamentale alla base del judo è arrivare a dare incondizionatamente, senza nulla in cambio. "Tutti insieme per progredire", affermava il suo fondatore. Perché facendo judo miglioro me stesso per essere utile agli altri. Il judo è una strada per arrivare a questo, perché permette di conquistare il vuoto della mente e quindi di entrare in sintonia con il cuore.

Il bambino prima di tutto, il bambino al centro

Quarant'anni fa il bambino era un oggetto. Lo è ancora, ma c'è una differenza: è cambiata la collocazione. Era un oggetto da tutelare e far crescere uguale agli altri, omologato; ora è esattamente la stessa cosa, ma è stato messo su un piedistallo come un feticcio. Il bambino di oggi è uno status symbol: per lui si vogliono i migliori vestiti e le migliori scuole; deve essere il più nutrito, il più bello. Si può essere disposti a dare la vita per lui, ma rimane pur sempre un oggetto. L'idea che sia una persona con diritti più grandi di quelli degli adulti e con doveri irrilevanti (perché ha pochi strumenti a disposizione), non ci sfiora.
I genitori dimenticano troppo spesso di essere solo la "freccia che lancia i propri figli verso case future che neppure in sogno potranno visitare". Dimenticano che il mestiere del bambino è andare verso il mondo e il loro è aiutarlo ad andarsene.

Il judo potrebbe insegnare anche ai genitori..

Come svolgerlo, allora, questo difficile mestiere? Fare i genitori significa uscire da se stessi, non contare più come persona. Abbiamo dato vita ad un nuovo essere e siamo totalmente al suo servizio. Il genitore è prima di tutto un modello di cui il bambino ha bisogno, in cui crede ciecamente (gli esperti parlano di "fiducia primaria"). Per il bambino, tutto quello che il genitore fa è sacrosanto, "deve" essere fatto così. Ma sono i comportamenti quotidiani che contano: le nostre amicizie, i nostri gusti, i nostri atteggiamenti educano.
Non ho mai vista un maestro di judo mettersi in cattedra a emanare leggi e regolamenti. No, vive sulla materassina, mostra, fa vedere.

 

Che ruolo hanno l'obbedienza, le regole?

Nessuno. Aveva ragione Don Milani: l'obbedienza non è una virtù. Mi pare piuttosto che sia un'abdicazione alla propria dignità, alla qualità di esseri umani. Una forma di alienazione da se stessi.Perché quando c'è è suggerita dalla paura. Di essere abbandonati, disapprovati, puniti. L'obbedienza implica omologazione, un mostro che incombe anche sulla scuola dove sopravvive la convinzione che l'obbedienza sia una virtù. L'educazione è uno scambio, un modo di esistere, di fare, di affrontare la vita. La vera scuola non è quella, grottesca, fatta di programmi uguali per tutti e di classificazione, in cui non si va per ricevere, ma per diventare primo della classe. Il sistema scolastico, così com'è strutturato oggi, è valido solo per creare egoisti. Non dimentichiamo che il mondo sociale del bambino non è per lui uno dei mondi possibili, ma l'unico. Così il primo della classe o l'asino dovranno mantenere con ogni mezzo il loro rango. Il primo sarà perciò indotto a recitare sempre la parte del "superiore" e il secondo a ricorrere a ogni truffa pur di sopravvivere. É la cosiddetta teoria dell'etichettamento in cui tutte le energie sono convogliate per tenere in vita il personaggio definito dall'etichetta. Un'ottima introduzione al più spietato egoismo.

Passiamo alle regole. Sono uno strumento per convivere civilmente, ma non vedo cosa possano avere a che fare con l'educazione che si vale di ben altri strumenti come l'affetto, il rispetto, la libertà. Questo non vuol dire che le norme vadano escluse, ma che ne vada esclusa l'imposizione, questo sì. Ci sono alcune norme tecniche inevitabili (il bambino non può giocare sul davanzale del balcone all'ottavo piano), ma non educative. L'importante è che non diventino antieducative. Che non costituiscano cioè una minaccia, un ricatto affettivo, un'imposizione e, soprattutto, che non siano troppe o ripetute troppo spesso. Anche di parole ci può essere inflazione: quando sono troppe, non valgono più nulla".

Daniele Tarantino

Condividi
 

Entra nel sito

Registrati per scaricare le foto il HD dall'area riservata



Il Fondatore

Jigoro Kano nacque il 18 ottobre 1860 a Mikage, una cittadina del distretto di Hyogo. Egli era il terzo figlio di Jirosaku Mareshiba Kano, intendente navale dello Shogun Tokugawa. In realtà, continua

Bam. / Fan. / Rag. / Ag.

Martedì: 18.00 - 19.00
Giovedì: 18.00 - 19.00


Es. “A” / Es. “B”, Cad.

Martedì: 19.00 - 20.00
Giovedì: 19.00 - 20.00
Sabato: 16.00 - 17.00


Jun. / Sen. / Master

Martedì: 20.00 - 21.30
Giovedì: 20.00 - 21.30
Sabato: 17.00 - 18.30

Sponsor Partner

Crio Service partner Dojo Arashi Judo Lecce

Tonio Sport partner Dojo Arashi Judo Lecce

Riparazione e assistenza iPhone nella città di LECCE clinicaiphone

Cerca nel sito

Contatti

Dojo Arashi
Via Carlo Barbieri, 19
San Cesario di Lecce
Lecce
Tel. +39 0832 202757 http://www.dojoarashi.it

Utilizziamo cookie analytics di terze parti per migliorare l'esperienza d'uso del sito. Proseguendo con la navigazione si acconsente all'uso dei cookie; per negare il consenso, si rinvia all'informativa estesa. Per saperne di più.

Accetto i cookie da questo sito.